Dopo l'Etna anche lo Stromboli erutta! Tutti i dettagli!

Per gli esperti è “colpa” dell’Etna: sale l’allerta

Secondo i vulcanologi ci sarebbe un collegamento tra l'eruzione dell'Etna e la ripresa dell'attività dello Stromboli nelle Eolie. A Catania altre scosse di terremoto, mentre torna alla mente l'allarme di qualche mese fa di un gruppo di ricercatori tedeschi che sostengo che il vulcano etneo stia rapidamente scivolando verso il mare: le conseguenze sarebbero catastrofiche.

Un Natale movimentato quello del sottosuolo siciliano. Dopo l'intensa attività di ieri del vulcano Etna che sta continuando anche oggi, anche se meno intensa, è lo Stromboli a farsi sentire. E così quando l'Etna si risveglia, anche nelle Eolie, riparte l'attività vulcanica. Un collegamento che confermerebbe quanto affermato dal vulcanologo catanese Salvatore Caffo.

Ma c’è un altro vulcano, ben più insidioso e decisamente meno conosciuto dello Stromboli che a meno di 100 chilometri di distanza da quest’ultimo è da anni un osservato speciale.

Ma c'è anche preoccupazione per il Marsili, gigante sottomarino ritenuto il più grande vulcano attivo d’Europa, è un “mostro” lungo 70 chilometri e largo 30, alto 3000 metri e la cui sommità si trova a circa 450 metri di profondità nelle acque tirreniche tra le coste calabresi, sud campane e siciliane.

Un vulcano, scoperto verso il 1920 ed intitolato a Luigi Ferdinando Marsili ma tuttora poco conosciuto, del quale però gli esperti parlano con crescente attenzione da anni e per il quale tra il secondo semestre del 2017 e il primo di quest’anno si erano moltiplicati i segnali di attività. Un impianto vulcanico – sorvegliato speciale dal CNR sin dal 2005 - considerato estremamente pericoloso proprio perché enorme nelle dimensioni e potenzialmente responsabile di devastanti maremoti. In queste ore il Marsili è quantomai un osservato speciale: il timore di un’intensificazione dell’attività, della creazione di nuove bocche eruttive e del relativo collasso dell’edificio vulcanico aumenta il rischio di maremoti.

Infine, in alcuni, torna la paura per l'allarme dato da alcuni ricercatori tedeschi che pochi mesi fa avevano annunciato al mondo che l'Etna sta scivolando velocemente (4 centimetri in 8 giorni) verso il mare. Un'ipotesi che avrebbe effetti disastrosi e che alzerebbe micidiali tsunami nel cuore del Mediterraneo.

Composizione di articoli presi dalla rete.

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